In campo industriale, Rogers cita uno degli esempi a suo avviso più ingegnosi in cui si è fatto un uso intensivo dei gruppi, la TRW Systems (grossa società che produce «complicati elaboratori dell’era spaziale») per affrontare i problemi psicologici e le preoccupazioni del personale in occasione della fusione tra due società. I National Training Laboratories hanno lavorato molto con aziende soprattutto in programmi di sviluppo organizzativo, puntando a una serie di obiettivi che comprendono la creazione di un clima di franchezza, l’integrazione tra autorità derivante da funzione o status e quella del sapere e delle capacità, avvicinare responsabilità decisionali e soluzione dei problemi alle fonti d’informazione, instaurare un clima di fiducia, «indirizzare maggiormente la competitività verso gli obiettivi di lavoro ed esaltare gli sforzi di collaborazione», «realizzare un sistema di ricompense a riconoscimento dei risultati ottenuti», «accrescere nei lavoratori il senso di “appartenenza” degli obiettivi dell’organizzazione», aiutare i dirigenti a operare in modo pertinente e non ricopiando quanto già fatto in passato, infine «accrescere l’autocontrollo e l’autodirezione per il personale nell’ambito dell’organizzazione». (Carl Rogers, I gruppi d’incontro, pp. 134-145)
Tali benefici emergono anche dall’analisi allora più completa sugli effetti dei gruppi d’incontro, quella di Jack Gibb pubblicata nel 1970 (“The Effects of Human Relations Training”, in Handbook of Psychotherapy and Behavior Change), che dopo aver preso in esame centinaia di studi conclude: «Le esperienze intensive di addestramento di gruppo hanno effetti terapeutici», sebbene Rogers preferisca evitare quest’ultimo termine e parlare di «stimolo psicologico all’accrescimento». Secondo Rogers uno dei dati principali che emerge tanto da questi studi quanto dalle sue molteplici esperienze, è l’evoluzione positiva riscontrabile nei singoli partecipanti, cosa che rende infondata la preoccupazione, largamente diffusa tra i profani, circa gli effetti traumatici dell’addestramento di gruppo. «Avvengono dei cambiamenti nella sensibilità, nella capacità di controllare i sentimenti, nella direzionalità della motivazione, negli atteggiamenti verso il Sé, negli atteggiamenti verso gli altri e nell’interdipendenza» (Carl Rogers, I gruppi d’incontro, pp. 117-118) effetti che, dopo aver provocato agitazione e cambiamenti nell’individuo, «sembra quasi inevitabile che la provochino nelle istituzioni, ed è questa l’esperienza più minacciosa per il dirigente tradizionale». (Ibid., p. 75)
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